di Menena Cottin e Rosana Farìa. Prefazione di Mauro Marcantoni. Gallucci e I.A.S.A. Edizioni, Trento, 2011.
Il libro nero dei colori è frutto del lavoro di Menena Cottin e Rosana Farìa, autrici venezuelane di libri per bambini e ragazzi apprezzati in tutto il mondo. L’edizione italiana è edita da Gallucci e IASA Edizioni. Un volume tattile che riesce a trasmettere su sfondo nero il messaggio della forma, la ricchezza e la completezza del mondo, percepita da chi non usa gli occhi per vedere.
Quando la luce va via e tutti i colori svaniscono, non si vede che con il tatto, l’udito, l’olfatto e il gusto. Il libro nero dei colori racchiude i pensieri di Tommaso, che vive in una realtà inebriata di profumi, suoni e forme, dovendo rinunciare alla bellezza dei colori. Tuttavia, il suo mondo non è buio, non è sbiadito. Così, il dolore di una ferita sul ginocchio e l’acidità delle fragole assumono tonalità simili di rosso, il blu è il colore del cielo quando Tommaso fa volare l’aquilone. La pioggia incessante, la morbidezza dei capelli della mamma, le foglie secche d’autunno, il prato appena tagliato e tutto ciò che lo circonda hanno tonalità cromatiche sensibilissime. È un libro per bambini e per adulti, per vedenti e non vedenti. Un libro che si può leggere, attraverso le suggestioni di Tommaso, scritte anche in Braille, e sfiorare, attraverso i bassorilievi che riproducono i pensieri e le parole del protagonista.
Nella postfazione di Mauro Marcantoni, non vedente, sociologo e giornalista, si legge “È un mare d’inchiostro, dove ci si può smarrire? Oppure è un sipario da scostare svelando un mondo nuovo? Il nero, il buio totale, è tutti e due. È un mare d’inchiostro, se il “non vedere” impietrisce e annienta ogni percezione. È un sipario se “vediamo” con il tatto, con l’udito, con l’olfatto, con la curiosità dell’immaginazione. Il libro nero dei colori è uno sguardo su questo mondo nuovo. Scopriamolo con l’aiuto dei ciechi, che nel buio hanno imparato a vivere.”
È un invito a sperimentare un mondo di colori diversi da quelli a cui siamo abituati, è uno stimolo alla sensibilità di ognuno, alla scoperta dell’esistenza di abilità sconosciute ai più, di mondi lontani che possono spaventare, impietrire, mettere soggezione, finché non si entra in contatto con loro.
L’ultima pagina è dedicata all’alfabeto Braille, il sistema di scrittura a bassorilievo per non vedenti, e come tutte le altre è completamente nera. Il nero, paradossalmente, è il non-colore che dà vita a tutti i colori.